Appunti di un capodanno a Catania

Colazione con vista sul Golfo di Catania

Da dove cominciare… Beh la necessità era quella di fare una sorpresa alla mia ragazza che, essendo catanese, per le feste di Natale torna a casa dai genitori. Dunque, come regalo natalizio extra, ho pensato di trascorrere il Capodanno con lei.

Ordini perentori:

  • mantenere il segreto con tutti il più possibile
  • non rompere le scatole lo stretto necessario per far riuscire la sorpresa

Tralasciando commenti sulla scelta del volo… (Uno lo facciamo…le compagnie aeree contano di più sull’italiano emigrato al nord che torna a casa per per feste che sul turismo europeo…in breve, costa meno un biglietto Bologna-Londra che Bologna-Catania…vabbé), il problema più grosso è il seguente: come spostarsi dall’aeroporto alla città senza interpellare nessuno? Dunque, fonti attendibili mi hanno garantito che sia più facile trovare un ago in un pagliaio che un autobus che ti porti al centro di Catania. Soluzioni: le scelte vincenti sono o il noleggio di un auto…(L’aeroporto ha i migliori fornitori) o cercare la complicità di un parente prossimo che riesca a mantenere il segreto… Tralascerò i dettagli della mia scelta.

Ora, dove pernottare? I genitori di lei hanno casa strapiena e aggiungermi, più che sorpresa suonava un po’ come l’aggiunta di un mattoncino su una torretta Jenga dopo 80 turni e un amico bastardo che con l’ultima mossa ha compromesso l’integrità della torre. Certo è divertente, ma sai che potresti spaccare tutto con un sospiro di troppo. Allora? Che fare? Confesso che gioco avvantaggiato. Lavorando per una delle maggiori società fornitrici di software per la vendita online di prodotto turistico, sapevo cosa e come cercare. Vicinanza e prezzo sicuramente erano i vincoli prioritari. Mi sono imbattuto in un B&B nella zona di San Gregorio di Catania a 5 km dal centro, ma vicinissimo a casa della mia ragazza, prezzo vincente e…con “ultima singola disponibile con vista mare” mi hanno convinto. Il B&B si chiama “Tutti a casa”, nome un po’ pretenzioso, ma stimolante e, come spiegherò in seguito, piuttosto veritiero.

Ecco fatto! Non mi pronuncio sullo stupore di lei alla mia vista, incapace per qualche istante di comprendere se la figura che si parava davanti a lei era un selfie o la realtà. Sorpresa riuscita. 🙂 L’invito a cena era d’obbligo. Prima di cena passo dal B&B. L’accoglienza è curiosa e molto familiare. Busso e mi apre una signora di bell’aspetto con le mani impiastricciate di impasto di polpette. Con la faccia un po’ interrogativa chiede informazioni. Si aspettava una persona e ci siamo presentati in due. Risolto il problema. Mi fa entrare in casa e vengo accolto anche da Pedro e Maya, amici a quattro zampe neri che in cambio di due grattate ti accompagnano per il giro turistico. Mi mostra la camera, grande e variopinta, un misto di etnico afro-locale e di estro della proprietaria di casa, con pareti lilla e quadri astratti; la cosa che sicuramente colpisce è la vista panoramica. Una vetrata di 4 metri che si affaccia direttamente sul golfo di Catania. L’imbrunire non mi consente di vedere altro che le luci della città, ma già cosi lascia presagire uno spettacolo incredibile. Poi mi mostra il bagno che è in comune al piano alle altre camere. La cosa d’acchito mi fa un po storcere il naso, ma di certo non è una cosa che mi spaventa. E poi, vuoi il nome, vuoi l’inebriante odore di polpette nell’aria, la sensazione è quella di trovarsi a casa di una zia. Ma non una zia di quelle noiose che non vuole che si tocchi nulla in casa. La zia giovanile che ha viaggiato. Mi chiede il documento e di compilare il foglio per la colazione e poi si congeda.

Il capodanno in casa siciliana non è diverso dal capodanno in altre parti d’Italia. Si mangia, si discute, si da retta ai bambini. Si brinda alla mezzanotte, poi gli estremi (grandi piuggrandi e bambini si ritirano) e i giovani vanno a fare un giro. Non voglio dilungarmi troppo su questi aspetti. L’idea è di fornire esperienze quindi dirò soltanto che per capodanno a Catania il must è “attoppare in centro con gli amici poi a una certa ora andare a far colazione a in via Napoli”.

La città, pur non avendone mai fatto parte, ha un forte sentore di repubblica marinara o comunque di porto di mare di inizio secolo con sprazzi di sfarzo di un tempo e sprazzi di decadimento. Facile trovare lampioni in ferro battuto a illuminare murales o finestre sprangate, o palazzi imponenti con finiture pregiate in alto…poi giri l’angolo e l’intonaco è in pezzi, il tutto incorniciato da panni stesi su fili tirati alla benemeglio. Insomma, l’aspetto di una città che sa il fatto suo. Nonostante il tempo non sia fantastico e per gli autoctoni faccia quasi freddo, per noi stranieri provenienti dal “norde” l’aria è dolciastra e tutt’altro che fredda, e il “terronismo” (lo posso dire essendo anche io per metà di origine meridionale”) è contagioso: fatto il tipico saluto con due bacetti si è subito amici con il concetto che l’amico di un mio amico è mio amico.

Conclusa la serata soddisfatto rincaso. La signora in piena veglia sansilvestresca mi saluta, mi domanda della serata e mi da la buonanotte.vista Tutti a casa B&B

Il risveglio ha qualcosa di…non so se conosco aggettivo adatto…semplice, ma che toglie il fiato. La camera s’illumina dello speldore del golfo. Il cielo è nuvoloso, ma stralci di sole illuminano le piccole barchette uscite per la pesca in lontananza.. Mozzafiato, poco dopo la signora porta la colazione in camera all’orario stabilito. Anche qui la sensazione è familiare al punto che quasi mi aspetto che prima di uscire la padrona/zia si lasci sfuggire un “mi raccomando, mangia tutto”.

colazione tutti a casa B&B

Tutti a casa B&B

Su un piccolo tavolino di vimini gusto la mia colazione di pane burro e marmellata biologica guardando l’infinito. Non volevo fare una sviolinata di questo B&B, ma ammetto di essere rimasto colpito. Per un prezzo modico ci si può concedere un soggiorno tipico delle migliori pubblicità di alpitour. E poi quando in Italia si trovano questi posti non si può non restare compiaciuti di ciò che il nostro paese ha da offrire. E Catania… incorpora in se quelle caratteristiche che la potrebbero paragonare a una sorta di Tortuga moderna.

 

Come ultimo appunto, consiglio agli appassionati di birra di fare un salto all’Hoppe Beer Shop, un negozietto in via Carcaci, 12. Centinaia di birre in bottiglia tra cui scegliere spinate a dovere da una barista molto simpatica, Loredana.
E se state cercando una birra particolare che avete bevuto da qualche parte in giro per il mondo? Nessun problema. Chiedete al proprietario, Jacopo: lui sicuramente l’ha provata e ne avrà da parlare, e nel caso in cui lo desideriate, è anche in grado di procurarvela.

HOPPE BEER SHOP

HOPPE BEER SHOP

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